manifesto
Nel 1968 Philip K. Dick si chiedeva se gli androidi sognassero pecore elettriche. Noi, più modestamente, ci chiediamo cosa sogni un cliente quando cerca qualcuno che lo aiuti. Ecco in cosa crediamo.
in cosa crediamo
Una vetrina accesa in una strada vuota resta una vetrina vuota. Serve che qualcuno ti trovi, capisca cosa fai e ti scriva.
Niente formule segrete: obiettivi, numeri, prove e correzioni. Quello che funziona si ripete, il resto si cambia.
L’AI risponde in fretta e non si stanca mai. L’empatia, quella che nei film serve a distinguere un uomo da una macchina, la mettono le persone.
Meglio una risposta che passa la mano a una persona che una risposta inventata. Vale per i nostri assistenti e per noi.
Siamo nati nel Delta del Po e lo raccontiamo meglio di chi lo guarda da lontano. Lo stesso metodo funziona in tutto il Veneto.
Parliamo italiano. Se un termine tecnico serve, lo spieghiamo; se non serve, non lo usiamo.
Ti diciamo di no quando una cosa non ti serve. Il tuo budget è meglio speso dove porta clienti.
una citazione di famiglia
Ci piace l’idea che una pecora elettrica sappia fare qualcosa di utile. Il resto lo fanno le persone.
Philip K. Dick pubblica “Do Androids Dream of Electric Sheep?”: in un futuro dove gli animali veri sono rari, c’è chi si tiene una pecora elettrica.
“Blade Runner” porta quella domanda al cinema e la rende una delle storie di fantascienza più amate di sempre.
Le pecore elettriche siamo noi: un po’ di tecnologia, tanto lavoro umano, e i clienti al centro.
Omaggio affettuoso: Philip K. Dick e “Blade Runner” appartengono ai rispettivi autori e titolari. Nessuna pecora elettrica è stata maltrattata.
radicati nel delta del po
Viviamo qui, lavoriamo qui e in tutti questi anni abbiamo costruito relazioni solide con le persone e le attività del Delta del Po. Per questo sappiamo raccontare un luogo, un’attività o un prodotto meglio di chi lo guarda da lontano.
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